8 marzo – Ek’Abana. I nostri auguri #dallapartedinice

di Francesco Cavalli

Ek’Abana significa la casa dei bambini, ma anche i bambini hanno una casa. 

Ek’Abana per me significa le bambine hanno trovato casa. 

Qui vivono le bambine e le ragazze che per vari motivi si sono ritrovate in strada, orfane, abbandonate, senza riferimenti. Fra loro, oggi sono 29 accolte, la metà è qui perché accusata di stregoneria. Sì, stregoneria, o sorcellerie in francese visto che qui, a Bukavu, nel Congo orientale, si parla francese oltre che kiswaili. 

Le loro storie sono davvero incredibili, ciascuna diversa ma tutte uguali, scacciate da casa, dalla propria famiglia, dalla comunità, dal villaggio perché accusate di essere responsabili della malattia o della morte di qualche familiare, di un vicino, o di un parente. Talvolta viene attribuito alle ‘streghe’ anche la responsabilità di un incidente o la poca fortuna di una attività commerciale. Il più delle volte sono proprio i familiari più stretti, il babbo, la mamma, ad accusare le bambine di essere delle streghe, di volere il male. Quasi sempre poi sono le camere di preghiera delle chiese del risveglio che mediante riti di esorcismo confermano la presenza degli spiriti stregoni nelle bambine, così inizia il loro calvario.

Suor Natalina è in Africa da quarant’anni, ne ha viste tante. Quando diciassette anni fa, qui a Bukavu, ha incontrato il fenomeno delle bambine streghe, non ci ha pensato due volte e ha aperto Ek’Abana, una casa per loro, che le potesse accogliere. All’inizio non è stato facile far accettare dalla comunità locale l’idea che quelle streghe che, proprio perché streghe, venivano cacciate da casa venissero accolte e venisse offerto loro di tornare ad una vita normale, fatta di scuola, affetti e il necessario per vivere. Oggi Ek’Abana è un luogo di riferimento. Anche se il fenomeno delle accuse di stregoneria non accenna a diminuire, qui suor Natalina continua ad accogliere queste bambine dicendo loro: non siete streghe.

Oggi è l’otto marzo. Questa mattina mi sono svegliato pensando a loro, a queste giovani donne. A loro voglio fare i miei auguri. Oggi è l’otto marzo, auguri Ek’Abana.