Anna é #dallapartedinice

E’ stato straordinario essere a Rombo, durante il rito della luce e alla cerimonia del giorno successivo, che sono i momenti alternativi alla mutilazione genitale. La festa delle bimbe era la festa della comunità. Come ci ha raccontato Tommy Simmons, fondatore di Amref Health Africa, per qualcuno degli anziani masai è difficile accettare questo cambiamento, ma anche gli anziani più legati alle tradizioni erano comunque presenti al rito. Partecipare a questi momenti è stato molto emozionante e ci ha permesso di vivere in prima persona il cambiamento che sta avvenendo nella vita delle bimbe e delle persone dei villaggi coinvolti. Per le bambine il rifiuto della mutilazione rappresenta il primo passo verso la libertà di decidere della loro vita; al “no alla mutilazione”, segue poi la scelta di andare a scuola, quindi la possibilità di sposarsi qualche anno più tardi e per le più fortunate anche la prospettiva di un’istruzione superiore, queste bambine sono un esempio per le altre donne e per tutta la comunità.”

Anna ha deciso di diventare produttrice dal basso di #dallapartedinice perché, come ci ha spiegato lei stessa, “il progetto, da donna, mi ha particolarmente colpito. Conosco Francesco Cavalli da anni perché insieme abbiamo supportato delle attività delle ong Amani e, quando mi ha raccontato di queste bambine, le loro storie mi hanno colpito molto. Andare a conoscerne alcune è stato un’occasione straordinaria che ho colto con emozione e anche con molto entusiasmo. Essere produttore di questo progetto per me significa, con un piccolo contributo, dare speranza, sperando che qualche cosa migliori. E tutti possiamo nel nostro piccolo partecipare a questo processo. Credo infatti che raccogliere fondi da investire direttamente nei progetti non basti, l’importante è passare la cultura della solidarietà e questo progetto va esattamente in questa direzione riuscendo a far conoscere ad altri le storie di queste bambine.”